Fabio Cifariello Ciardi

ciardiFcc_vimeo-ico Fcc_youtube-icoFcc_soundcloud-ico flickr-icoFabio Cifariello Ciardi (1960) is a composer using sound and technology to mine real-word phenomena. His most recent interests are in sonification and instrumental transcription of speaking-voice rhythms and inflections.

He studied composition, electronic music and musicology at Rome Conservatory of Music and Bologna University. He studied with Tristan Murail, Philippe Manoury (IRCAM), Franco Donatoni (Accademia S.Cecilia). In 1991 he won the selection for the “Cursus de Informatique Musicale at IRCAM”. In 1995 he has been invited at EMS (Stockholm) and ì IMEB (Bourges) as composer in residence.

His compositions have been awarded prizes at various international competitions: “Ennio Porrino 1989″ (Cagliari), “L. Russolo 1992″ (Varese), “MusicaNova 1993″ (Praha – Czech), “ICMC Cd selection 1993″ (Tokyo – Japan), “Olympia 1993″ (Athens – Greek), “Spectri Sonori93″ (Tulane – USA), XXV Concours Int. de Musique Electroacoustique 1998 (Bourges – France), Valentino Bucchi 1999 (Roma – Italy), ICMC selection 2000 (Berlin – Germany), Premio Nuova Musica – 39° Concorso Internazionale di Canto Corale C.A.Seghizzi (Gorizia – Italy), “VideoEvento d’Arte 2000″ (Torino – Italy), ICMC selection 2002 (Göteborg – Sweden), HK.5 Rimusicazioni Film Festival 2003 (Bolzano – Italy), AITS “Best sound in Italian motion pictures 2011” (Rome, Italy).

His music is published and recorded by Raitrade, Curci, ICMA, CNI-LaFrontiera, Unesco CIME-Cultures Electroniques (Bourges, France), Mudima – Cramps Records, SiltaClassic, Edipan.

His works have been commissioned by Biennale di Venezia, Fondazione ITeatri di Reggio Emilia, Ravena Festival, Fondazione Palazzo Strozzi Firenze, Agon-Centro Armando Gentilicci, Fondazione S.Cecilia di Portogruaro, Comune di Trento, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra MilanoClassica, Orchestra di Roma e del Lazio, Divertimento Ensemble – Ernst von Siemens Music Foundation, Exnovo Ensemble, Instituts für Neue Musik di Friburgo, Singapore University, Stockholm Electronic Music Studio, IMEB Bourges, Halle 14 Leipzig & ACC Gallery Weimar.

He has collaborated with Magnus Andersonn, Guido Arbonelli, Uri Caine, Corrado Canonici, Stefano Cardi, Mario Caroli, Karel-Mark Chichon, Roberta Gottardi, Mari Kimura, Massimo Laura, Carin Levine, Michele Lo Muto, Ivo Nilsson, Renato Rivolta, Andreas Weiser, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Sinfonica di Sanremo, Orchestra MilanoClassica, Orchestra di Roma e del Lazio, KammarensembleN, Exnovo Ensemble, Ensemble Algoritmo.

He has developed software algorithms for dissonance calculation, sound spatialization, financial data sonification, speaking-voice musical transcription and other computer-aided composition tools. Cifariello Ciardi collaborated with the Department of Psychology of “La Sapienza” University in Rome, the Research Institute for Music Theatre (Rome) publishing several works dedicated to music analysis, psychology and policy of music. Cifariello Ciardi collaborates with the Italian radio RAI-Radio3.

Cifariello Ciardi teaches composition at Trento Conservatory and one of the founding members of Edison Studio (http://www.edisonstudio.it).

More info at
www.fabiocifariellociardi.com
http://tn-it.academia.edu/FabioCifarielloCiardi
http://www.researchgate.net/profile/Fabio_Cifariello_Ciardi

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Searched music

La nostra esperienza del mondo comprende molti eventi che hanno un proprio suono, ad esempio il mandare in pezzi un vaso o l’accartocciare una bottiglia di plastica, ma che tradizionalmente con la musica hanno avuto a lungo poco a che fare. Oggi ce li siamo ripresi quasi tutti, li abbiamo colonizzati.

Ci sono poi aspetti della vita intorno a noi che non hanno proprio niente a che fare con il suono: un politico annuncia nuove leggi o vecchie guerre, il nostro vicino si indigna disperato, la crisi economica rovina la nostra cena. Tra un discorso politicamente orientato, un vicino disorientato e la trasmissione dei dati sulla crisi economica, sembra non esserci nessuna correlazione, nessun ponte interno, né tanto meno esterno con un parallelo universo musicale.

Eppure a farci caso, come i vasi che si rompono o le bottiglie che si accartocciano, anche gli annunci, le crisi hanno ognuno un proprio ritmo – uno sviluppo nel tempo che genera tensioni, risoluzioni, aspettative –  e anche inflessioni e perfino una sorta di propria armonia (o disarmonia) interna che sentiamo spesso prima con la pancia e solo dopo con la testa.

In altre parole, molte espressioni della realtà che ci circonda, pur non avendo evidenti legami con la musica, nascondono dimensioni di fatto musicali. Abbiamo cominciato a prenderci anche queste.

Colonizzare anche questi territori non è certo difficile: la tecnologia che ci può dare una mano costa sempre meno. Una sinfonia sui temi di Wall Street? Un rap minimalista su Berlusconi o su una famosa annunciatrice americana? Ogni combinazione è possibile e forse utile al supremo e totalitario volere del Compositore.

Ma cosa succede se il Compositore prova a ritrarre gli artigli del colonizzatore e cerca, più da artigiano che da artista, di riportare in partitura queste dimensioni inizialmente lontane dalla musica con acribia, con una ideale ed ecologica voglia di trasparenza? Cosa può accadere se non piega l’oggetto del suo desiderio, ma si rende disponibile ad essere piegato da questo?

Se qualcosa delle energie e delle emozioni che hanno determinato e caratterizzato l’evento reale riesce a sopravvivere ad una simile traduzione sonora, allora forse potremo ascoltare suoni che non interpretano o sostituiscono la realtà, ma in qualche misura la amplificano. Certo, una simile realtà ‘amplificata’, da sola, spesso non arriverà a far musica: è lontana da una buona parte dei mondi sonori che ci circondano, eppure, a tratti e a ben vedere, sembra essere stranamente familiare come se retta da logiche altre, difficili da ridurre, ma non aliene.

Molte le domande.

Se la musica, da specchio o da alternativa al reale, si riduce ad essere lente (acustica) vale la pena continuare a chiamarla musica?

In tutto questo il compositore, l’accanito creatore di mondi orgogliosamente solo suoi, che fine fa? La sua rimane arte, e pure sempre arte del Soggetto anche se questo, pure sembra volersi ritrarre dalle proprie responsabilità e dai propri diritti? E’ credibile nel suo voler diventare solo (o anzitutto) un buon traduttore che sogna di poter aggiungere qualche altro colore alla nostra visione del mondo, un colore che una volta scoperto ci troviamo ad ammettere che è stato sempre lì?

Oltrepassato finalmente il vecchio millennio, serve più l’inventore, l’artista o l’artigiano interessato in modo compassionevole a dare un’identità sonora ai frammenti muti del nostro reale?

Fabio Cifariello Ciardi, dicembre 2014