Ghosts
tratto dai testi di Edith Wharton
tradotti da Chiara Lagani (ed. Einaudi)
musica, sound design e regia del suono Luigi Ceccarelli
regia, scene e luci Luigi Noah De Angelis
drammaturgia e costumi Chiara Lagani
in scena Andrea Argentieri e Chiara Lagani
contributi musicali
Gianni Trovalusci (flauti)
Diego Conti (violino)
Paolo Ravaglia (clarinetti)
organizzazione e promozione Marco Molduzzi
amministrazione Stefano Toma
produzione E Production, Ravenna Festival
in collaborazione con Fabbrica Europa,
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
e Istituti Culturali – Arti Perfomative della Repubblica di San Marino
Prima:
Ravenna, 3 Luglio 2025, ore 21
Ravenna Festival – Teatro Alighieri
Firenze, 2 ottobre 2025
Fabbrica Europa Festival, Teatro Cantiere Florida
Bevagna (Pg) 12 ottobre 2025
Teatro Torti – Factory Festival
San Marino, 11 novembre 2025
Teatro Titano
Vicenza, 30 gennaio 2026
Teatro Astra
Al fantasma però non dovrebbe essere permesso di dimenticare che la sua unica possibilità di sopravvivere è proprio nei racconti di quelli che lo hanno incontrato, sia nella realtà che con la fantasia, e forse preferibilmente con quest’ultima. Per un fantasma è molto meglio essere vividamente immaginato che monotonamente «vissuto» e nessuno meglio di un fantasma sa quanto sia difficile essere raccontato con parole oscure e al contempo trasparenti.
Edith Wharton, Fantasmi


Che cos’è un fantasma? È la domanda che Edith Wharton si pone nella sua ultima raccolta di racconti intitolata, appunto Ghosts. Il fantasma è un’ombra, un’essenza, una figura straniera che incute paura perché proviene da un mondo ignoto oppure da un tempo lontano. Il fantasma ci connette con la soglia, con la morte, ma anche con la parte più profonda di noi stessi.
In un ambiente puro, evocativo, soprannaturale, fatto di suoni, luci e ombre, un uomo e una donna appaiono, scompaiono: incarnano di volta in volta gli evanescenti personaggi delle cinque storie spettrali che a poco a poco ci racconteranno.
Una donna suicida si ritrova nell’oltretomba. Il custode le chiede cosa abbia reso così insopportabile la sua vita. «Un marito sordo ai miei bisogni», risponde lei. Adesso però le cose cambieranno, la donna è destinata a un amore perfettamente felice. Ma è quello che vuole davvero?
Un giovane va in visita a una più anziana conoscente. Arrivato nella remota località dove essa vive, poco prima di vederla, si ricorda all’improvviso di aver sentito dire che quella donna si era ammalata gravemente e poi era morta. Eppure la donna gli appare davanti e il ragazzo, per quanto terrorizzato, le parla a lungo. Chi è davvero quella che ha davanti?
Una coppia ossessionata dai fantasmi compra una casa abitata da uno spirito restio a mostrarsi. La vita dei due si consuma nella spasmodica attesa dello spettro, ma chi e cosa stanno davvero aspettando?
C’è poi una coppia logorata dal tempo, dalla consuetudine e dal rimpianto di non avere avuto figli. I due sono arrivati a detestarsi. Una sera, mentre guardano la televisione succede qualcosa di terribile e inaspettato. La presenza arcana che appare in casa loro è un sogno, un’allucinazione o la realtà?
Due sposi tornano a casa, dopo una lunga permanenza in un’altra città. A lui non resta molto da vivere, è malato e lei non vede l’ora di arrivare dalla loro famiglia per riceverne conforto. Durante il viaggio in treno, però, l’uomo muore. La donna, presa dall’irragionevole terrore di essere fatta scendere e di ritrovarsi sola, in un paese sconosciuto, col cadavere dell’amato marito, a sbrigare tutte le formalità burocratiche del caso, decide di nascondere la sua morte agli altri passeggeri. Riuscirà ad arrivare in fondo al suo proposito e a quell’incubotico viaggio?
Tra apparizioni esplosive, colpi di scena e sottilissime inquietudini, l’universo di Edith Wharton, autrice di questi racconti, si spalanca davanti a noi e ci interroga sul senso di fine, la nostalgia, il rimpianto, i rimorsi, la paura e l’amore per l’invisibile.
