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Come dice Flaubert “non si può scrivere se non si è seduti”, questa frase cara a Cardi sta a significare l’essenzialità della scrittura nella cultura musicale occidentale. Anche la realizzazione dell’intuizione non può non avvenire che attraverso la scrittura, ma vi è una differenza fra una scrittura che diventa stile e la calligrafia, che per diventare stile ha bisogno dell’alto artigianato, pure la comunicazione passa da qui. Cardi è stato allievo di Donatoni dal quale riprende il concetto di gioco e di regola ossia che la composizione è un gioco che va, ogni volta, inventato, dandosi nuove regole, alle quali non si chiede di essere vere ma solo di disciplinare i meccanismi del gioco. La propensione a ordinare un campo di azione, una griglia di norme è riscontrabile nella scrittura di Cardi il quale, una volta predisposte le norme e la partita, si concentra sulla messa a fuoco di un’idea sonora di partenza, a definirne i contorni, piegandola a intenzionalità espressive. […] Non c’è dubbio che la complessità della musica di Cardi abbia una forza che deriva da un vigore di pensiero e di progettualità, senza mai scadere in algido rigore, ma facendo emergere il tratto espressivo, non aggiunto ma intrinseco all’articolazione dei suoni. Cardi fa capire al presente cosa sia e come si può lavorare sul concetto di gioco. (Renzo Cresti)

Nella musica di Mauro Cardi le armonie settecentesche si trasfigurano in sonorità contemporanee, le triadi in cluster, il trasparente diatonismo in complessi frammenti cromatici. Il fraseggio haydniano viene sezionato, scomposto e ricomposto per creare una forma nuova. (Mauro Franceschi, Su Sinfonia, après Haydn 104, Premio SIAE Classici di Oggi 2019)

Il risultato è una jam-session a distanza, anche cronologicamente, in cui i suoni ispirano le visioni e le immagini prodotte diventano sfumature dei suoni. […] Le astrazioni, i ghirigori elettronici, le scie luminose, segni della natura o della civiltà urbana che si sedimentano nella nostra retina grazie a un vorticoso flusso ritmico, non sono poi molto distanti dal corpo seducente di Sonia Bergamasco filmato in Altrove con il suo nome nel suo ritorno alla dimensione ctonia, vegetale, ancestrale: corpo in-scritto in un mare di foglie secche autunnali, che diviene esso stesso magnetico paesaggio su cui tracciare e fondere altre due scritture: quella letteraria di Panella e quella musicale di Cardi. Anzi, è il corpo stesso lo strumento della scrittura, dal momento che i suoni nascono dai campionamenti della voce dell’attrice.(Bruno Di Marino, dalla presentazione del DVD “Edison Studio”)

Manao Tupapau è uno tra i più celebri e seducenti quadri di Paul Gauguin. Penso che il compositore romano Mauro Cardi si richiami al suo colore abbacinante e alla sensualità dell’immagine nell’intitolare il brano che dà il nome anche a tutto il Cd. In effetti, l’evoluzione creativa ha portato Cardi, a questo punto della sua carriera, ad un’immersione totale nel gusto del colore e della sonorità coinvolgente. La rigorosità di pensiero donatoniano, dei suoi esordi, sembra ora incrinata da scelte apparentemente dettate dall’estemporaneità coloristica, dall’istintività sensoriale, piuttosto che da troppo serranti preoccupazioni formalistiche e strutturalistiche. Sembra, dicevamo, perché in realtà il rigore rimane, la saldezza del tracciato non viene meno bensì Cardi scopre il gioco elettronico, si addentra in sentieri sinuosi che dissimulano il tracciato, riverberano e sublimano il segno. Appare facilmente evidenziabile un percorso d’ascolto, regolato cronologicamente, che mette in risalto la volontà di concentrazione sul fenomeno suono nella sua accezione più vasta ed articolata. Infatti, dai labirinti geometrici ed angolari di Trama per violino solo (1984), Cardi si indirizza a passi decisi verso una sorta di edonismo sonoriale. Per esempio Calendari indiani, per voce femminile e dieci esecutori, pur non avvalendosi dell’apparato elettronico, è caratterizzata da un brulicare di tramature sonore molto mobili e raffinate dove voce e strumenti sembrano conquistare una dimensione dell’accadimento sonoro sinora ignota. (Mario Pagotto)

Manao Tupapau opens with a burst of sonic virtuosity, and throughout the work both the instrumental and electronic components of the score teem with sonorous inventiveness. This kind of preoccupation with sound is typical of the composer’s recent work, and accounts for the increasing appearance of electronic media in his music, but timbre, as well as a powerful kinetic dynamism permeates his works for conventional instruments as well, both recent (Fil rouge, 1997, for piano quartet) and earlier (Calendari Indiani, of 1990, which uses Native American folk texts woven into a rich tapestry of instrumental sound). (Records international)

E’ una musica piena di risorse e di sorprese, ottimamente organizzata, con strutture solide e di sapore classico, dal materiale sonoro ricchissimo. Può anche suggerire un’estetica: altri compositori guardano solo dentro se stessi, Mauro Cardi invece sembra che alimenti i propri pensieri musicali con materiali provenienti dalle fonti più varie, orecchio, sensibilità e cultura sono educati a cogliere i fruscii più lievi del creato e a stilizzarli mediante una tecnica compositiva che maschera l’attitudine sperimentale con un controllo spietato. (Walter Tortoreto)

Scritto per l’Elision Ensemble, Effetto notte di Mauro Cardi: l’allusione al film di Truffaut si riflette nella musica in senso molto lato, in raffinati procedimenti di filtraggio del materiale che portano a suggestive, arcane atmosfere rarefatte, a un discorso di grande sottigliezza. (Paolo Petazzi)

Les Masques di Mauro Cardi ci hanno fatto provare saltellanti guizzi, tremuli improvvisi, sensazioni di vuoto, dissonanze alternate ad accenni contrappuntistici di notevole finezza rotti da un drammatico finale. […] Il programma si è concluso con Effetto notte, il fiore all’occhiello di Mauro Cardi che ha trovato nel complesso Elision interpreti appassionati ed ispirati. Questo pezzo tende a rendere attraverso sospensioni e con un crescendo di tensioni, il palpito arcano della notte trascinato verso spazi misteriosi, in un vortice progressivo che attrae ed incanta irresistibilmente. La “musica nuova” che rappresenta nella musica contemporanea la punta più avanzata di ricerca di forme e sonorità nuove protese alla raccolta dei suoni dispersi, trova sempre più gradita accoglienza nel pubblico nazionale e internazionale. (Clive O’Connell)

C’era anche la novità di Mauro Cardi da ascoltare, Plena timoris amor, uno spartito d’ispirazione omerica e monteverdiana. Lo stile di Cardi era lieve, poetico, originale. La vocalità oscillava tra intervalli di seconda e di quarta. Il clima vagamente modale, si rifaceva a Monteverdi ma conservando i tratti originali della modernità . Quando la musica riesce a farsi intrigante, stimolante, ecco, è il momento che vale la pena frequentarla. (Mya Tannenbaum)

L’ascolto dimostra ciò che già si vede dalla partitura di In corde: il pezzo meritava il premio. E’, infatti, scritto molto bene, con un dosaggio e una calibratura dei timbri orchestrali di consumata astuzia. Tanto più che il percorso sonoro del brano è tenuto in genere su dinamiche delicate, con fremiti d’archi, sospiri di legni, gemiti di ottoni: una fitta rete di piano e pianissimo s’insinua tra gli occhi neri delle note sui righi della partitura. Solo le percussioni, e in particolare i timpani, intervengono talora a rompere l’incanto quasi di fantasmi che i suoni suggeriscono. Ma xilofono, vibrafono, celesta e lo stesso pianoforte in seguito ristabiliscono di nuovo il clima sognante, visionario che sembra il tono fondamentale del pezzo. […] La dimensione “cameristica” dell’orchestra è conquistata, e felicemente. […] Quanto si è ascoltato sembra il frutto di una sensibilità sottile e di un’intelligenza musicale non ordinaria. (Dino Villatico)

Mauro Cardi verwees daar al naar in zijn titel Filigrana. Dit oktet werd dit jaar geselesteerd door Gaudeamus, die Cardi al eens eerder een prijs verleende. De typerende instrumenten van het Nieuw Ensemble, mandoline, gitaar en harp, worden virtuoos engezet, maar pas werkeliijk geraffineerd klinkt de combinatie van vibrafoon met cymbalen: manieristisch precieus. (Ernst Vermeulen)
Filigrana van Mauro Cardi, die met heel breekbare geluidjes een doorzichtig klank-stukje had gemaakt dat tot slot in het niets verdwijnt als een aflopend speeldoosje. (Ralph Degens)

Una cosa è certa: Mauro Cardi non ama le cose scontate. Nel suo ultimo pezzo, Effetto notte, eseguito a Melbourne in Australia, ha immaginato il trucco, dei primordi del cinema (ricordate il film di Truffaut?) col quale si filmava di giorno con un filtro blu, e stampando la pellicola si aveva una sorta di negativo, con effetto notturno. Tradotto in suoni, il “negativo” è il risultato di una sottrazione di materiale, cosicché quello che resta (grumi di flauto, marimba. campane, gong) è come se galleggiasse su un pieno che non c’è più, asportato, cancellato. Un gioco intellettuale che si confà all’autore, riflessivo, ponderante, con attitudini scientifiche, ma dotato al pari di ironia sottile, si direbbe criptica. (Marco Spada)

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