01 / 01
Luigi Ceccarelli

Opere

Isla Coco [1987]

C'è un luogo che vorrei attraversare a lungo dolcemente

opera di teatro musicale
per clarinetto, trombone, contrabbasso con live electronics,suoni d'ambiente, una danzatrice ed una multivisione
coautori: ElectraVox Ensemble

ElectraVox Ensemble
Marcello Federici – contrabbasso
David Keberle – clarinetto
Renzo Brocculi – trombone
Beverley Sandwith – danzatrice
Luigi Ceccarelli – regia del suono e live electronics

disegni – Mario Bizzarri
coreografia – Beverley Sandwith
costumi . Maria Liljefors
fotografia – Stefano Rinaldi
multivisione – Luigi Ceccarelli, Renato Piselli

durata: 50′

produzione: Festival Nuova Musica Italiana – Roma
edizioni Edipan
1ª rappresentazione: Roma,Teatro Flaiano, Festival Nuova Musica Italiana – 06 Novembre 1985

rappresentazioni

06/11/85 – Roma, Nuova Musica Italiana, Teatro Flaiano
26/10/87 – Longiano, Teatro Petrella
01/11/87 – Camerino, Festival dell’Arte Elettronica
22/11/87 – Cagliari, Festival Spaziomusica
16/04/88 – Perugia, Teatro Morlacchi, Assoc. Amici della Musica
01/07/88 – Roma, Festival di Villa Massimo, Accademia Tedesca
09/10/88 – Bari, Festival di Musica Contemporanea
15/06/89 – Grenoble (Francia), Festival “38me Rugissants”
01/09/90 – Locarno (Svizzera), Art Video Festival

“Isla Coco” ha una struttura narrativa: viene raccontata la storia di un naufragio ed in particolare dell’esplorazione dell’isola sulla quale approda il naufrago superstite.
Il susseguirsi delle immagini descrive la scoperte dell’isola ed il graduale evolversi dell’esplorazione, che da esplorazione del territorio viene sempre più interiorizzata fino a divenire esplorazione dell’inconscio. La realtà gradualmente si fonde con l’esperienza interiore del naufrago fino a trsformarsi in un fantastico viaggio nell’immaginario più puro. Alla fine il ritorno al reale rivelerà che isola e inconscio, interagendo, hanno subito una trasformazione rendendoli parte di un unico organico.
Questo impianto narrativo, in cui la descrizione degli

eventi è spesso metaforica, è il perimetro entro il quale immagine e suono creano una molteplicità di situazioni cangianti, concrete e astratte. L’idea musicale dell’opera considera sia suoni strumentali che suoni concreti di ambiente. Queste due categorie vengono spesso sovrapposte fino a perderne ogni riconoscibilità: il suono strumentale allora assumerà le caratteristiche di un ambiente fantastico.
La parte visiva è stata realizzata partendo da disegni figurativi e astratti, e l’elaborazione fotografica permette di generare le stesse transizioni che operano nel contesto musicale. Il movimento della danzatrice produce una espansione tridimensionale del gioco di trasformazioni che i costumi sottolineano riprendendo le textures delle immagini fortemente ingrandite.

Electravox Ensemble 1986 – Marcello Federici, Renzo Brocculi, David Keberle, Luigi Ceccarelli nello studio Edipan

Edison Studio - Privacy policy © EdisonStudio 2020.
All Rights Reserved.