Luigi Ceccarelli

ceccarelliLC_Vimeo_logo LC_Youtube_logoLC_Soundcloud_logo LC_Flickr_logoLC_Facebook_logoSi dedica fin dagli anni ’70 alla composizione musicale elettroacustica con particolare attenzione allo spazio sonoro. Le sue opere, hanno ottenuto premi internazionali (IMEB di Bourges, Ars Elettronica di Linz, premio “Hear” della televisione Ungherese, premio “Opus” del “Conseil de la Musique du Quebec”, International Computer Music Conference). Oltre all’ambito prettamente musicale, Luigi Ceccarelli si dedica al teatro musicale dove ha realizzato spettacoli con il Teatro delle Albe e Fanny & Alexander e ha ricevuto il Premio UBU 2002 (assegnato per la prima volta ad un musicista), il premio del Bitef Festival di Belgrado e del Mess Festival di Sarajevo. Ha lavorato come musicista con la coreografa Lucia Latour, e negli anni seguenti con la compagnia di danza norvegese Wee e con la coreografa sudafricana Robin Orlin. Ha composto varie opere radiofoniche prodotte da Rai RadioTre con testi di Stefano Benni, Valerio Magrelli ed Elias Canetti. E’ tra i soci fondatori di Edison Studio con cui ha creato le colonne sonore di vari film degli anni ’10, ricevendo il premio AITS  per il film “Inferno”. E’ titolare della cattedra di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Musica di Latina.

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La Guerra dei Dischi

Opere radiofoniche 1994

radiofilm per voci e suoni campionati organizzati tramite computer.
testo di Stefano Benni tratto dal romanzo “Terra !”
edizione Edipan
durata: 34′
commissione: RadioRAI
1ª trasmissione radiofonica – RAI Radiotre Novembre 1994
inerpreti: Giovanna Mori, Mirella Mazzeranghi, Rosa Masciopinto voci, Fernando Fera, Chitarra elettrica

LC_Guerra dei Dischi

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CD

La guerra dei Dischi – radiofilm
Naturalmente Tua – suite dal balletto
durata totale: 74′ 50″
1995
Compact Disc: Edipan CCD 3054

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1 – Prologo
2 – Nell’Interno dell’Astronave
3 – Baby I’m a Rat Face (parte II)
4 – Concerti Clandestini
5 – Baby I’m a Rat Face (parte II)
6 – Mauna Loa Sound
7 – Gli Invisibili
8 – One e Eno
9 – Edgar Allan and The Poe
10 – Musica di Pillole
11 – Parsifal
12 – Micro Minstrel
13 – Le Dzunum
14 – La sede della One
15 – Concerto delle Dzunum (parte I)
16 – Lettera Commerciale
17 – Concerto delle Dzunum (paret II)
18 – Epilogo

Giovanna Mori – Alice, Mirella Mazzeranghi – Coyllar, altre voci: Rosa Masciopinto, Giorgio Battistelli, Marco Carlaccini.
Fernando Fera – chitarra e voce
Realizzato presso lo Studio Edipan – Roma.

L’anno 2026 fu un anno da ricordare, nella storia della musica.
No, non nacque nessun grande cantante, ma ne morirono molti.
Ci furono successi clamorosi nell'”Hit Parade”.
Ma soprattutto,l’anno 2026, segnò la fine della “Guerra dei dischi”, con l’attentato all’astronave reale.
Io c’ero, e posso raccontarvelo:
era il 15 febbraio, e quella sera ci sarebbe stato un grande concerto sull’astronave di re Akrab, in volo verso Andromeda……..

Da un lontano ed imprecisato futuro, Coyllar , leader del gruppo musicale “le Dzunum”, rievoca gli ultimi istanti che precedettero l’attentato alla CalalbaKrab, astronave reale di re Akrab.
L’attentato, compiuto nell’anno 2026 da Coyllar e dalle “Dzunum”durante il concerto nell’astronave reale, raggiunse pienamente il suo obiettivo e così re Akrab – uno dei potenti della terra, sovrano dell’impero aramerusso – morì tragicamente.
Il racconto di Coyllar è lo spunto, soprattutto per Alice , altra componente delle Dzunum, per rievocare la storia della loro carriera di musiciste e descrivere, con la carica emozionale di chi ha vissuto in prima persona queste vicende, il variegato panorama del mondo musicale degli inizi del secolo XXI. I protagonisti del racconto di Alice e Coyllar sono quindi, oltre a loro stesse, i più significativi gruppi che a quel tempo dominarono la scena musicale: alcuni di essi famosissimi tra il grande pubblico, altri meno conosciuti, ma indubbiamente tutti fondamentali, dal punto di vista storico e artistico di quel movimentato periodo.
Naturalmente, come avviene anche oggi, chi muove i destini della musica (qualsiasi genere di musica) non è la musica stessa ma gli interessi commerciali. Anche in questa vicenda quindi, chi muove le fila più o meno sotterranee del gioco (un gioco molto duro) sono proprio le due più grandi e famose case discografiche di quel periodo: la One e la Eno.