Luigi Ceccarelli

ceccarelliLC_Vimeo_logo LC_Youtube_logoLC_Soundcloud_logo LC_Flickr_logoLC_Facebook_logoSi dedica fin dagli anni ’70 alla composizione musicale elettroacustica con particolare attenzione allo spazio sonoro. Le sue opere, hanno ottenuto premi internazionali (IMEB di Bourges, Ars Elettronica di Linz, premio “Hear” della televisione Ungherese, premio “Opus” del “Conseil de la Musique du Quebec”, International Computer Music Conference). Oltre all’ambito prettamente musicale, Luigi Ceccarelli si dedica al teatro musicale dove ha realizzato spettacoli con il Teatro delle Albe e Fanny & Alexander e ha ricevuto il Premio UBU 2002 (assegnato per la prima volta ad un musicista), il premio del Bitef Festival di Belgrado e del Mess Festival di Sarajevo. Ha lavorato come musicista con la coreografa Lucia Latour, e negli anni seguenti con la compagnia di danza norvegese Wee e con la coreografa sudafricana Robin Orlin. Ha composto varie opere radiofoniche prodotte da Rai RadioTre con testi di Stefano Benni, Valerio Magrelli ed Elias Canetti. E’ tra i soci fondatori di Edison Studio con cui ha creato le colonne sonore di vari film degli anni ’10, ricevendo il premio AITS  per il film “Inferno”. E’ titolare della cattedra di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Musica di Latina.

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Macchine Virtuose

Musica elettroacustica, Teatro musicale e performances 1993-1994

concerto in forma di spettacolo
per tre percussionisti, due pianoforti, flauto e live electronics
messa in scena di Gianfranco Lucchino
durata 60′
edizioni Edipan
commissione: Festival Nuova Musica Italiana – Roma
1ª rappresentazione: Roma, Acquario Romano, “Progetto Musica ’94” – 27 Ottobre 1994
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interpreti

ARS LUDI: Antonio Caggiano – percussioni, Gianluca Ruggeri – percussioni, Alessandro Tomassetti – percussioni, Oscar Pizzo – pianoforte, Suyun Kim – pianoforte.
Manuel Zurria – flauto
Luigi Ceccarelli – regia del suono

Gianfranco Lucchino – regia luci e multivisione
Elly Nagaoka – realizzazione immagini, Renato Piselli – realizzazione multivisione, Realizzazione Elettroacustica EDISON Studio – Roma
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CD – Macchine Virtuose
Edipan CCD 3062
durata: 55′ – 1996
(Aura in Visibile, Aleph con Zero, Discussione del 3000, Anima di Metallo)
Acquista online

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link RECENSIONI di Macchine Virtuose

Il concerto è composto da quattro parti, ognuna delle quali è una composizione a se stante. I brani comunque hanno una poetica unitaria, pur essendo ogni pezzo basato su una diversa idea musicale.
Gli esecutori hanno seguito fin dalla fase sperimentale la crezione dei lavori contribuendo direttamente alla realizzazione con un continuo lavoro di messa a punto delle tecniche di esecuzione.
L’elaborazione elettronica, che è sempre presente, è concepita come espansione del suono strumentale: partendo dal suono degli strumenti ne allarga le possibilità timbriche e polifoniche nell’intento di costruire nuovi spazi sonori per l’immaginario.

La messa in scena di Gianfranco Lucchino definisce una ambientazione specifica per ogni pezzo estendendo le concezioni delle idee musicali alla dimensione spaziale.
La messa in scena del concerto crea per ogni pezzo l’ambiente adatto a rappresentarlo traducendo il ritmo generale dello spettacolo, i suoni, le azioni e la luce in evento globale.
Non si tratta di teatralizzare un concerto, ma di creare la condizione ideale per la percezione dello spettatore.

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parte I – Aura in Visibile
parte II – Aleph con Zero
parte III – Discussione del 3000
parte IV – Anima di Metallo

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In “Aura in Visibile” il pianoforte e’ considerato un ambiente sonoro che viene messo in vibrazione da eccitatori meccanici. In questo ambiente vagano il suono del flauto e l’azione del pianista alla ricerca delle variazioni piu’ sottili della risonanza. Il ruolo dei performer è quello di esploratori, sempre attenti a catturare le risonanze più emozionali di questo universo vibrante, ed a cercare di renderne partecipi gli ascoltatori.
La vibrazione delle corde è ottenuta da un sistema di eccitatori di vibrazione progettato dall’autore e controllato, oltre che dagli esecutori, tramite computer.

Aleph con Zero” comprende suoni di due marimbe e di un pianoforte preparato. Durante lo scorrere del pezzo, i suoni amplificati diventano sempre più estranei alla natura degli strumenti dal vivo, ampliandosi verso un carattere più percussivo.
Aleph con Zero, è formato dalla sovrapposizione di semplici pattern ritmici, visivi e sonori, che creano una unica texture complessa. La diversità tra i ritmi dà luogo ad un risultato sonoro molto denso, a volte apparentemente inestricabile.

Nella “Discussione del 3000” due percussionisti attraverso la loro tecnica strumentale producono una discussione verbale astratta, fatta con fonemi linguistici e determinata dai loro strumenti. Questo pezzo, di ispirazione futurista, è estratto dalla musica dello spettacolo “Anihccam”, realizzata da Luigi Ceccarelli, con le coreografie di Lucia Latour. I suoni vocali sono tratti da alcuni frammenti della “Verbalizzazione astratta di signora” del poeta e pittore futurista Fortunato Depero. La voce originale, rielaborata al computer, è di Achille Perilli.

In “Anima di Metallo” sono riuniti alcuni strumenti a percussione appartenenti a diverse culture: gong balinesi, gong thailandesi e occidentali, piatti cinesi, crotali ed heavy bells. A questi sono aggiunte tre grancasse. La composizione è concepita come una sovrapposizione diritmi semplici aventi diverse velocità e accenti asimmetrici che pur seguendo una identica metrica di riferimento creano una struttura di grande complessità.