Luigi Ceccarelli

ceccarelliLC_Vimeo_logo LC_Youtube_logoLC_Soundcloud_logo LC_Flickr_logoLC_Facebook_logoSi dedica fin dagli anni ’70 alla composizione musicale elettroacustica con particolare attenzione allo spazio sonoro. Le sue opere, hanno ottenuto premi internazionali (IMEB di Bourges, Ars Elettronica di Linz, premio “Hear” della televisione Ungherese, premio “Opus” del “Conseil de la Musique du Quebec”, International Computer Music Conference). Oltre all’ambito prettamente musicale, Luigi Ceccarelli si dedica al teatro musicale dove ha realizzato spettacoli con il Teatro delle Albe e Fanny & Alexander e ha ricevuto il Premio UBU 2002 (assegnato per la prima volta ad un musicista), il premio del Bitef Festival di Belgrado e del Mess Festival di Sarajevo. Ha lavorato come musicista con la coreografa Lucia Latour, e negli anni seguenti con la compagnia di danza norvegese Wee e con la coreografa sudafricana Robin Orlin. Ha composto varie opere radiofoniche prodotte da Rai RadioTre con testi di Stefano Benni, Valerio Magrelli ed Elias Canetti. E’ tra i soci fondatori di Edison Studio con cui ha creato le colonne sonore di vari film degli anni ’10, ricevendo il premio AITS  per il film “Inferno”. E’ titolare della cattedra di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Musica di Latina.

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Open Border – Improvisation

Teatro musicale e performances 2018

open border – concert improvisation

Luigi Ceccarelli – regia del suono e live electronics
Hamid Drake – batteria e percussioni
Gianni Trovalusci – flauti
Ken Vandermark – sax e clarinetti

Forlì, 14 ottobre 2018 ore 19:15, ex chiesa di S. Giacomo

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Nazim Comunale, The New Noise (18.10.18)
….Musica pagana e colta a braccetto nell’iperuranio, silenzi densi e tesi, appostamenti, fughe, agguati, radure, fantasie arcaiche e proibite, lux aeterna, tamburi processati in diretta da Ceccarelli, che si rivela il vero wizard del quartetto, cruciale il suo ruolo nel rifrangere in pozzi senza fondo e rendere astratta o iperreale la pioggia acustica degli altri tre…. (articolo completo)

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Mario Gamba, Il Manifesto 16.10.2018
Il Gioco leggero dei suoni a Forlì Open Music

…. Si va a questo festival in cerca del Suono Unico in divenire dell’universo non-pop. Delle forme-non forme che possano superare le appartenenze a generi tradizioni scuole e mettano in circolo una comune piattaforma di contemporaneità musicale costantemente aperta….. 
In ogni caso è questa l’acuta proposta culturale di Area Sismica in occasione di Forlì Open Music……
Luigi Ceccarelli, compositore di fama consolidata nella «contemporanea» non osservante, e Gianni Trovalusci, flautista globalista, fanno parte del mondo «dotto», Ken Vandermark e Hamid Drake (toh, chi si rivede!) fanno parte del mondo jazz. Insieme formano il gruppo Open Border. Riesce il loro impegnativo flirt? Nella prima parte sì. Vandermark rinuncia al modern jazz e adotta il melodizzare «nevrotico» (termine ovviamente positivo) dell’avanguardia più o meno storica. Drake usa la sua infinita sapienza percussiva allo stesso scopo. Trovalusci con tubi di varie misure emette soffi e suoni singoli fascinosi. Ceccarelli con computer e tablet cattura i suoni degli altri e li rimanda rielaborati nello spazio comune dove diventano materiale nuovo. Musica contemporanea radicale e free improvisation radicale. Le due cose sono la stessa cosa.
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Paolo Carradori, Il Giornale della Musica 13 ott 2018
Forlì musica aperta (Veramente)
Ma Forlì Open Music punta in alto non solo avvicina mondi sonori lontani ma li vuole mischiare. Open Border è l’evento finale, progetto originale che vede le ance di Vandermark e le percussioni di Drake, due jazzisti dialogare con protagonisti assoluti della contemporanea italiana come Luigi Ceccarelli all’elettronica e Gianni Trovalusci ai flauti. Un incontro in buona parte riuscito quando i musicisti hanno cercato punti di incontro possibili cedendo parte del loro bagaglio per avvicinarsi all’altro. Vandermark ritrova il suo linguaggio più radicale fatto di strappi, Drake limita l’aspetto etnico e sviluppa suoni isolati. I flauti e i tubi sonori di Trovalusci alternano fascini ancestrali a visioni contemporanee, l’elettronica di Ceccarelli ha il merito di gestire, dilatare, rilanciare tutti i materiali messi in gioco con notevole senso della forma. Il breve bis si apre con la voce sciamanica di Drake che stimola una frase dal sapore dolce di un mantra del sax subito affiancato dai flauti. Finale migliore non si poteva. .. (articolo completo)
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