Fabio Cifariello Ciardi

ciardiFcc_vimeo-ico Fcc_youtube-icoFcc_soundcloud-ico flickr-ico

Fabio Cifariello Ciardi (Roma, 1960) Interessato alla percezione, alla memoria e all’uso della tecnologia applicata a diversi fenomeni che raccontano il nostro presente, Fabio Cifariello Ciardi si dedica alla musica strumentale, a quella elettroacustica e alla creazione di opere multimediali. Di recente si interessa alla trascrizione strumentale delle inflessioni e dei ritmi della voce parlata.

Dopo gli studi di musicologia, composizione e musica elettronica si è perfezionato con Franco Donatoni all’Accademia di S. Cecilia e con Tristan Murail e Philippe Manoury all’IRCAM di Parigi.
Le sue musiche sono state premiate in diversi concorsi fra i quali “ICMC Cd selection 1993” (Tokyo – Japan), “Olympia 1993” (Athens – Greek), “Spectri Sonori93” (Tulane – USA), XXV Concours Int. de Musique Electroacoustique 1998 (Bourges – France), Valentino Bucchi 1999 (Roma), Premio Nuova Musica – 39° Concorso Seghizzi (Gorizia), HK.5 Rimusicazioni Film Festival 2003.
Ha ricevuto commissioni da Biennale di Venezia, Fondazione ITeatri di Reggio Emilia, Ravena Festival, Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, Agon-Centro Armando Gentilicci, Fondazione S.Cecilia di Portogruaro, Comune di Trento, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra MilanoClassica, Orchestra di Roma e del Lazio, Divertimento Ensemble – Ernst von Siemens Music Foundation, Società dei Concerti “B. Barattelli”, Institut für Neue Musik di Friburgo, Università di Singapore, Stockholm Electronic Music Studio, IMEB Bourges (Francia).
Ha collaborato fra gli altri con i chitarristi Massimo Laura, Magnus Andersonn, Stefano Cardi; i clarinettisti Roberta Gottardi, Guido Arbonelli,  le clavicembaliste Annalisa Martella e Mariolina De Robertis; i violinisti Mari Kimura, Diego Conti, Marco Rogliano, Massimo Coen, i contrabbassisti Daniele Roccato e Corrado Canonici; i flautisti Mario Caroli, Carin Levine, Claudia Giottoli, i trombonisti Ivo Nilsson e Michele Lo Muto, i musicisti Jazz Uri Caine, Riccardo Fassi e Peter Kowald.

Nel 2010 il canale televisivo franco-tedesco Arte (www.arte.tv)  ha dedicato un documentario alle sue opere basate sulla sonificazione di dati finanziari in tempo reale.

Le sue musiche sono pubblicate da Rai-com e Curci, Edipan, Rugginenti, Erreeffe e incise su CD Stradivarius, Curci, ICMA, CNI-LaFrontiera, Unesco CIME-Cultures Electroniques (Bourges, France), Mudima – Cramps Records, SiltaClassic, Cineteca di Bologna (con Edison Studio).
A partire dal 2001, con il collettivo Edison Studio, ha partecipato alla composizione e alla realizzazione delle colonne sonore per i film “Gli Ultimi Giorni di Pompei” (Eleuterio Ridolfi, 1913), “Das Cabinet Des Dr. Caligari” (Robert Wiene. 1919), “Inferno” (Bertolini, De Liguoro, Padovan, 1911), “Blackmail” (Hitchcock, 1929).
Per la composizione della propria musica ha creato software originali dedicati al calcolo della dissonanza, la spazializzazione del suono, la sonificazione in tempo reale degli andamenti dei mercati finanziari e la trascrizione strumentale di voci parlate.
È titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio di Trento.
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali dedicate alla musica del novecento, alla psicologia e all’analisi della musica e alla politica musicale italiana. In ambito musicologico ha collaborato con l’Istituto di Ricerca per il Teatro Musicale di Roma, con la rivista Suono Sud. Collabora regolarmente con Radio Tre Suite –  Radio Tre. Ha fatto parte del comitato di redazione di Analitica, rivista online di studi musicali.
Nel 1993 ha fondato insieme ad Alessandro Cipriani, Luigi Ceccarelli e Mauro Cardi l’Edison Studio (www.edisonstudio.it).

Ancora di più su
www.fabiocifariellociardi.com
http://tn-it.academia.edu/FabioCifarielloCiardi
http://www.researchgate.net/profile/Fabio_Cifariello_Ciardi

MORE

Un po’ per gioco, un po’ per non morire

Musica da camera, Musica per strumento solo, Teatro musicale e performances 2006

FCC_unpopergioco

Un po’ per gioco, un po’ per non morire (2006)

per voce narrante e  flauto  in sol su testo originale di Pier Luigi Berdondini

Si allude, con leggerezza. La musica c’è solo per allegerire ulteriormente e dar luce al gioco di
flussi, forse anche umani, e la loro possibile fisica.
Fabio Cifariello Ciardi

Era il mare all’ora – di libeccio
un’onda bussava le mura del castello
fammi entrare
desidero sussistere
oltre il mio frangere secco
fammi entrare voglio  suonare il piano
di scroscio come un lontano addio
prima del mio ferire sullo scoglio
prima che il mio schiumare
faccia dimenticare il suono.

Noi non siamo gemelle
ogni onda è diversa
allora fammi entrare
sono nel punto gioviale
proprio nel punto che si allunga sul  frangente
spumando in fiore come di vibrazione leggera e solitaria
dammi allora di volar l’aria

E’ entrata l’onda al castello
raggiunge sospesa la tastiera
sfiora cinquantacinque tasti affonda
deo gratias l’accordo
senza softuear
così solo di onda
tutti i tasti mossi contemporaneamente
un accordo di cinquanta
no
non potete immaginarlo
no non assomiglia a nulla che avete sentito
e lasciate perdere ogni riferimento
evitate di fare i critici musicali no
no
immaginate un’onda che ha pregato di suonare
e affonda ogni tasto
sussistendo in frammenti infiniti

Secondi appena tre o forse più di tre
turbata commossa toccata
sovvertita inquieta spaurita
distesa placata ma non spenta
rasserenata ardente in punta di impassibilità
l’onda a sussurrato
un suono metronomo a centocinquantanove
finiamola così ti prego le chiedevo
prima che il boia
accendesse la luce

Quella luce che gli uomini hanno inventato certo che serve
serve serve e come
basta vedere cosa succede quando c’è il blechaut
ma spesso quella luce
artificiale intelligente necessaria
uccide le sfumature
insomma quella luce sempre uguale
che non sbaglia mai
appesa ai fili prigionieri
di scheletri che tagliano le stelle
quella luce che spegne
la materia concreta degli abbagli
Ti ho sentito  di emozione
parola difficile
che non fa molto fine
come dire le emozioni si debbono controllare e non  reprimere
e di questo avevamo già parlato
ma che c’entra suonare
ti ho sentito
finalmente
consumare
senza esserne servo
l’innocenza
Allora per favore fammi andare un poco più in la
senza voltare pagina
fammi di sospensione
onda dell’ineguale
sospesa sussisti sonora
come se la vita intera
fosse solo quell’attimo sulla tastiera.

Pier Luigi Berdondini, 2006